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Eventi del vino: spazio per la passione e le emozioni

11 agosto 2010

Pensieri a margine di incontri estivi dedicati al vino

Aspettando #RCT24

Un annetto fa si cercava qui di fare qualche riflessione sugli eventi dedicati al mondo del vino che fioriscono in tutta Italia, con stili e modalità diversi. Si tratta di occasioni di incontro preziose, perché spesso si rivelano opportunità di conoscere meglio i vini e le persone che con passione li producono, come per esempio è successo nel recente Rossese Style. Tuttavia mi sembra che all’orizzonte stia succedendo qualcosa di nuovo: accanto agli eventi più “istituzionali” si moltiplicano incontri informali, con un numero (relativamente) ridotto di partecipanti, spesso simpaticamente descritti come “carbonari” dai loro stessi ideatori.

Si tratta spesso di momenti nati attraverso lo strumento della rete e di social network come Twitter. Occasioni di convivialità e conoscenza reciproca, ai quali partecipano produttori (ancora troppo pochi, per ora, i più illuminati…), professionisti del vino (sommelier, esperti di comunicazione, di marketing, di packaging), giornalisti e blogger, grandi appassionati.

Perché il vino è (anche) sensazioni, sentimenti, capacità di creare un clima di amicizia e di festa. Questi elementi sono esaltati dagli incontri carbonari, come quelli dedicati alle #degustazioni seriali o il magnifico fine settimana di luglio a cui ho avuto la fortuna di partecipare, e che è stato l’ispiratore di queste righe.

Il “raduno colli tortonesi” del 24 luglio (ma se preferite poteva anche essere un “raduno carbonaro a Tortona”), sintetizzato nella sigla #rct24, è stato proposto dal vulcanico Paolo Carlo di Cascina i Carpini. In poco tempo si è concretizzato in una sequenza di degustazioni – dove ognuno si impegnava a portare una propria “bottiglia del cuore” – visita ai vigneti e assaggi dalle vasche, scoperta del terroir dei colli tortonesi. Il tutto condito da molti sorrisi e momenti di grande divertimento, come dimostrano i (visitatissimi) reportages fotografici sull’evento. Ovviamente anche quelli presenti in rete, tramite il social network Flickr e sul blog Senza Panna.

Queste occasioni, seppure fisiologicamente di nicchia, possono essere senz’altro interessanti, anche dal punto di vista del marketing virale e della comunicazione. Non posso fare a meno di pensare ai vini di #rct24 senza un sorriso, ricordando giornate molto piacevoli.

Ed essere automaticamente associati ad un bel ricordo rappresenta un valore aggiunto straordinario per un’etichetta. Mi pare di poter dire che si sta aprendo un ampio spazio per piccoli eventi creati “dal basso”, che coniughino passione, incontro, qualità del prodotto. Come si può capire dal racconto dedicato su Twitter a #rct24 da Sara, una dei partecipanti del “raduno” tortonese, rispettando la regola di non superare i 140 caratteri che è diventata la cifra stilistica di questo social network:

«I luoghi, la cantina, il timorasso, il ritorno di emozioni, i vini, il tramonto rubato, la luna… ecco per me #rct24».

Chapeau.

Il Rossese Style di Bajardo, dove le vigne di Liguria mostrano il loro lato romantico

1 agosto 2010

17 luglio 2010: un sabato a Bajardo (IM) alla scoperta del Rossese Style.

Rossese Style a Bajardo (IM)

(articolo scritto a quattro mani con Neromarco)

Vitigno sconosciuto ai più, nato in una lingua di terra tra il mare ed i monti della Liguria di Ponente, il Rossese ci ha stupiti per equilibrio e generosità.

L’occasione per scoprirlo è stata la seconda edizione di Rossese Style, l’evento internazionale organizzato con grande cura da Massimo Sacco (Vino 24, Vini e Terroir, Vinoglocal, collaboratore della rivista Euposia) e Fabio Ingrosso, con la collaborazione del Comune di Bajardo, dell’AIS della provincia di Imperia e della Comunità montana Intemelia, a cui i ruderi della Chiesa di San Nicolò - a più di 900 mt. s.l.m. – hanno fatto da sfondo.

Numerosi gli ospiti di rilievo nel panorama della sommellerie internazionale, da Jean Pierre Rous, maitre sommelier di Francia e Presidente Slow Food Sud-Est Francia e Principato di Monaco, William Chang, sommelier ed importatore di vini di Singapore, Jean Luc Bernard della bellissima rivista di informazione e cultura enogastronomica email gourmand, Piero Sattanino sommelier Campione del Mondo 1970 Italia, Augusto Manfredi delegato AIS della provincia di Imperia, Gianstefano Orengo Presidente Comunità montana Intemelia, Brigitte Leloup, Presidente dell’Association des Sommeliers d’Europe.

Interessantissima la degustazione cieca, con più di 20 assaggi di Rossese di Dolceacqua e della Riviera di Ponente 2008 e 2009 e 18 produttori ed aziende coinvolti. Un vero viaggio alla scoperta di questo vino che ha mostrato grande piacevolezza ed accessibilità, unitamente ad un buon livello medio di qualità.

Tra i nostri preferiti segnaliamo Gajaudo, famoso produttore di Isolabona, ed i giovani emergenti dell’Azienda Agricola Rondelli e Dallorto.

Molto apprezzabile la presenza di un numero consistente  di produttori,  che hanno preso parte all’evento con grande discrezione e disponibilità al confronto, soprattutto durante la degustazione cieca ed il dibattito seguente.

A nostro parere la valorizzazione e la diffusione della conoscenza di questo vitigno necessitano di un lavoro di integrazione  e messa a sistema con il territorio,  i prodotti tipici e l’offerta turistica.

Ci pare esattamente la scelta di chi ha ideato Rossese Style; e mentre attendiamo la Terza edizione, nel 2011, ci chiediamo curiosi se si possa ipotizzarne una versione prolungata, che includa una giornata di scoperta dei luoghi, delle vigne e delle persone che fanno grande il Rossese.

Abbiamo fatto questa e molte altre domande  a Massimo Sacco…le risposte a breve, in un prossimo post. Stay tuned!

Intervista a Italia Squisita

24 giugno 2010

Piacevole chiacchierata con Francesca Sironi di Italia Squisita, che ringrazio di avermi scelta per un’intervista sulle nuove professioni del mondo del vino e del bell’articolo pubblicato.

Italia Squisita intervista Wineup

E’ stato un vero piacere conoscere Francesca Sironi di Italia Squisita,  network internazionale dell’eccellenza italiana a tavola, con cui abbiamo fatto due chiacchiere da cui è scaturito un post in due parti su marketing e comunicazione del vino in Italia ed il rapporto con i new media.

Parlare con Francesca mi ha fatto particolarmente piacere perchè Italia Squisita è una delle realtà impegnate a valorizzare l’importanza della cucina italiana in ambito internazionale su web e carta stampata e si rivolge con linguaggio semplice ad appassionati e professionisti.

Una bella occasione per ricordare che la mia passione per il vino,  nata molto tempo fa, si arricchisce ogni giorno attraverso l’incontro con produttori e professionisti, com’è accaduto anche qualche settimana fa a Terroir Vino e come accadrà nelle tante occasioni che ci aspettano nell’estate appena iniziata. Stay tuned.

Vigneti a Parigi

14 giugno 2010

Turista del vino in una grande città

Belleville

Parigi è una città piena di opportunità per un appassionato di cultura enoica. Ci si può perdere fra piccole e fornitissime caves, ammirare storiche botteghe o passare un bel po’ di tempo nell’enorme grande magazzino del vino Lavinia, nel centralissimo boulevard de la Madeleine.

In un recente giro in città ho anche visto, nella vetrina di un’enoteca, la pubblicità di degustazioni guidate dedicate ai turisti, “in francese, inglese, italiano e portoghese”…

Ma oltre ai tanti negozi della ville lumière, qualcos’altro ricorda il tempo in cui la superficie a vigne dell’Ile de France era la più vasta di tutta la nazione. La città infatti conserva alcuni piccoli vigneti, che possono rappresentare la meta di una passeggiata diversa dal solito.

Il più famoso è senz’altro il Clos de Montmartre, in rue de Saules, che vuole rappresentare simbolicamente tutti i vigneti di Francia.

Clos Montmartre

Altri filari sono presenti in parchi pubblici, come quello di Bercy ed il parco Georges Brassens.

Mi è piaciuto molto fare un giro fuori dai normali circuiti turistici nel parco del popolare quartiere di Belleville, che ospita 140 ceppi di una storica varietà, a quanto pare risalente addirittura all’epoca carolingia. E poi si torna in centro per terminare il tour da Legrand filles et fils, dal 1880 in Galerie Vivienne. Per brindare ai vigneti metropolitani e al turismo del vino, che ho scoperto essere un modo per scoprire non solo la campagna, ma anche la città.

English version

Paris is a wonderful city, full of opportunities for a wine enthusiast: historical stores, little caves and big wine shops, as Lavinia, in central boulevard de la Madeleine or Legrand filles et fils.

But there are also some interesting memories of the time in which the Ile de France hosted larger vineyard of France. Some small urban vineyards, in the heart of the city. Most famous is the Clos de Montmartre, which symbolically represents all French wines… it’s time for urban wine turism!

Pronta per Terroir Vino e Vinix Unplugged UnConference

5 giugno 2010

Fervono i preparativi per la seconda edizione di Terroir Vino, evento del Wine&Food organizzato da Filippo Ronco, fondatore di Vinix.

Inizio domani mattina, 6 giugno, alle 11, ai Magazzini del Cotone di Genova

Sta per cominciare Terroir vino

Sono quasi pronta per partire per Genova, Terroir vino inizia domani mattina con la Vinix Unplugged Unconference, definita così poichè conferenza aperta all’intervento dei partecipanti.

Questa modalità mi pare estremamente innovativa ed interessante, poichè permette un confronto vero tra professionisti ed appassionati del settore Wine&Food, un momento di dialogo e di aggregazione che credo possa risultare interessante e stimolante per tutti .

Gli interventi saranno davvero numerosi, con contenuti  che spaziano dalla comunicazione alla produzione, passando per il web 2.0 e il tema scottante dei prezzi sorgente. Per chi volesse  seguire i lavori,   l’Unconference sarà in diretta streaming qui.

Per quanto mi riguarda sarò felice di poter dare una breve panoramica  sui  QR code ed il loro utilizzo per le strategie di marketing e comunicazione delle aziende vinicole e del Food. Una breve introduzione alla case history de Il Mosnel, azienda produttrice di raffinati vini, in particolare spumanti, in Franciacorta. Lucia Barzanò, comproprietaria  dell’azienda di famiglia insieme al fratello Giulio e Responsabile marketing,  racconterà la sua esperienza diretta nell’utilizzo di questo innovativo strumento di comunicazione.

Al termine dell’Unconference ci sarà Garage Wine Contest, momento dedicato a produttori di vino per passione e lunedì Baratto Wine Day, con il libero scambio di vini e cibi.

Al termine della giornata di lavori di domani parteciperò alla cena a Villa Spinola, una bella occasione per rivedere molte delle persone conosciute  su Twitter e  magari anche per scoprire qualche volto nuovo, oltre che per  cominciare gli assaggi alla scoperta di vini e cibi dei produttori presenti.

Naturalmente al ritorno da Genova sarà un piacere condividere con voi le impressioni di questo evento, a cui partecipo per la prima volta e non senza un filo di emozione.

Prima di partire tengo però a complimentarmi con Filippo Ronco per l’immenso lavoro di organizzazione svolto in questi mesi di preparazione all’evento. E sempre per restare in tema, Filippo proprio nei giorni scorsi ha dotato tutti gli abitanti di Vinix di Qr code…cool!

Grazie a Filippo ed in bocca al lupo!

A Bajardo la seconda edizione di Rossese Style

2 giugno 2010

Il 17 luglio a Baiardo (IM) Fabio Ingrosso e Massimo Sacco del prestigioso blog Vino24.tv ci faranno vivere la seconda edizione di Rossese Style, un evento-degustazione ispirato al Rossese. Non vedo l’ora!

Presto la seconda edizione di Rossese Style a Bajardo (IM)

La prima edizione di Rossese Style, evento dedicato al vitigno a bacca rossa del Ponente Ligure ed organizzata lo scorso anno a Bajardo (IM) da Vino 24 era stata un successo, come si può facilmente desumere dai numerosi contributi foto e video disponibili sul sito, ad esempio qui.

Già nella scorsa edizione, infatti, l’evento aveva previsto la partecipazione di numerosi produttori di Rossese, sommelier ed esperti del vino, blogger e opinion maker del web, ristoratori, chef e distributori, oltre ad alcuni produttori considerati interessanti sebbene non appartenenti ai confini delle zone di produzione del Rossese. Una giornata di confronto,  che aveva visto tra i suoi momenti clou una degustazione cieca di ben 32 vini, seguita da una cena conviviale a Kà Mancinè, nel piccolo piazzale a ridosso della Chiesa vecchia di San Nicolò.

Da qualche mese  si sentivano fervere i preparativi ed ora il team di Vino24,  annuncia per il luglio di quest’anno la seconda edizione di Rossese Style, con questo bel post di Massimo Sacco.

Non nascondo grande curiosità per quest’evento, a cui sono onorata di essere stata invitata e a cui parteciperò con grandissimo piacere.

Proprio lo scorso anno ho infatti avuto occasione di trascorrere qualche giorno in Liguria, nella provincia di Imperia, ed ho scoperto il Rossese. Credo questo evento sarà una bella occasione per approfondire la conoscenza di questo vino e delle sue sfumature, dei profumi e dei colori attraverso la degustazione cieca, e dei produttori, senza dimenticare la scoperta degli abbinamenti tra il vino e la cucina tipica del territorio. Non vedo l’ora!

Vino!!!

27 maggio 2010
di wineup

Meraviglioso, strabiliante, spettacolare, irresistibile Antonio Albanese! Geniale lezione di comunicazione del vino

Vi segnalo inoltre la splendida intervista di qualche giorno fa ad Antonio Albanese di Alessandro Franceschini per Lavinium

Il Salone del Gusto 2010 che verrà, novità e percorsi da esplorare

22 maggio 2010

Presentata al Lingotto Fiere di Torino l’ottava edizione del Salone del Gusto 2010: le novità ed i consigli per gli appassionati.

Carlo Petrini durante la presentazione del Salone del Gusto 2010 al Lingotto di Torino

Cibo + territori = 2010 una nuova geografia del pianeta è il claim della nuova edizione del Salone del Gusto 2010, che si terrà al Lingotto Fiere di  Torino dal 21 al 25 ottobre prossimo.

Il tema centrale di questa nuova edizione sarà il legame tra cibo e territorio, che si esprimerà anche nella nuova distribuzione degli spazi. Gli espositori per la prima volta non saranno suddivisi per vie tematiche bensì secondo l’origine e la provenienza degli alimenti, regionale per quelli italiani e nazionale per il resto del mondo, privilegiando così la visione d’insieme ed il senso di sistema di un territorio, l’identità e la cultura, nell’intenzione di valorizzare con maggiore forza le relazioni ed i sistemi economici locali.

E per questa ottava edizione novità ed innovazione si uniscono. Gli stand dei Presidi Slow Food per la prima volta saranno infatti contrassegnati da QR code, un codice a barre bidimensionale che potrà essere scaricato sul cellulare ed avere accesso immediato ad informazioni sui Presidi e ad un archivio di ricette dedicato all’evento.

C’è poi anche una parte del Salone del gusto dedicata al lato più ludico e sensoriale, che trova nei Laboratori del Gusto l’occasione per molti consumatori ed appassionati di scoprire e sperimentare direttamente vini,  cibi, birre, aceti, profumi e sapori. Quest’anno ampio spazio dedicato a vini e terroir, ma anche alla birra che raccoglie sempre più appassionati.

Ho sbirciato il programma dei Laboratori per Read more…

#Barbera1, l’innovazione nella comunicazione del vino

16 maggio 2010

Pensieri sparsi alla fine di una giornata dedicata al vino, al cibo ed alla convivialità.

Post scritto a 4 mani da Monica Pisciella e Marco Manero.

Degustazione in corso a Barbera1

Degustazione in corso a Barbera1

Si è conclusa da poche ore #Barbera1, evento di degustazione e convivialità dedicato all’omonimo vitigno in quel di Castelnuovo don Bosco, nel Monferrato astigiano, e con Marco in auto condividiamo qualche commento a questa giornata intensa.

Ecco la degustazione in sintesi: 8 barbere  base (solo acciaio) in degustazione cieca; fuori blind tasting 1 birra artigianale, che dall’uva barbera trae origine, ed  1 passito di barbera. La provenienza geografica delle barbere in degustazione, tutte DOC, è  stata scelta in modo da rappresentare  differenti produzioni e premiare la varietà, includendo le zone di Asti, Alba, Colli Tortonesi, Colli Bolognesi, Sannio, Oltrepò Pavese.

Prima di tutto diciamo che ci siamo divertiti molto,  approfondendo la nostra conoscenza di un vitigno che  dev’essere riscoperto e che merita di ritrovare il posto che gli compete nel panorama vinicolo internazionale.

Per noi era la prima partecipazione ad un incontro  del vino della serie #numerata, come ad esempio #lambruschi (che dall’ormai storica prima serata un po’ carbonara giunge proprio oggi alla quarta edizione) e l’iniziativa ci è parsa molto interessante ed innovativa.

Questa tipologia di eventi è nata un po’ di tempo fa sul social network di microblogging Twitter, per iniziativa completamente autonoma di un gruppo di eno-appassionati, quindi con modalità organizzative e comunicative del tutto nuove, che utilizzano la modernità del mezzo  per condividere con la community di riferimento le fasi organizzative  e soprattutto foto e commenti live durante l’evento, che viene così attraverso Twitter,  compartecipato worldwide.

#Barbera1 è un incontro “nato dal basso”, Read more…

Burro e marmellata per una merenda da Oscar!

11 maggio 2010
di wineup

Sono stata coinvolta anch’io nel tasting panel del Burro salato delle Fattorie Fiandino, che in questi giorni impazza sul web. E devo dire di essermi divertita molto. Senza peraltro dimenticare un piccolo effetto sorpresa finale. Ecco i dettagli.

Burro salato Fiandino all'ora del tè

Buffo che abbiano proposto a me di partecipare ad un tasting panel sul burro - mi sono detta in un primo momento – giacchè di solito mi occupo di vino e per di più degli aspetti meno romantici, inerenti i mercati, la comunicazione, il marketing.

Se devo essere del tutto sincera fare qualcosa di diverso dal solito però mi stuzzicava molto, e poi adoro il cibo… profumi, sapori, colori per me sono irresistibili! E così mi sono messa all’opera.

Dopo aver ricevuto il pacco con il burro delle Fattorie Fiandino, nei due tipi salato e non salato, sono stata subito colpita dalla scritta “da panne riposate“.  Sono sempre di corsa e adoro – chi no? -  il relax; sebbene possa immaginare il senso, non so bene cosa voglia dire tecnicamente (anzi, magari Mr. Fiandino,  il Sig. Lelio Bottero, potrebbe spiegarcelo)  ma ho subito pensato che le panne riposate dovessero essere molto… molto più buone delle altre. Per definizione! Ma la prova del nove doveva avvenire sul campo e quindi sono passata… all’assaggio!

Aperto il pacchetto ho trovato un burro dalle forme morbide, arrotondate, di colore pannoso e consistenza soffice. Molto facile  spalmarlo sia sul pane che sulle fette biscottate; lasciato fuori dal frigo per una decina di minuti è diventato vellutato al coltello come una crema. Dulcis in fundo il sapore…anche questo pannoso,  gustoso ma sempre delicato, mai robusto neppure in quello salato, rotondo, goloso, irresistibile!  Molto molto diverso dal burro squadrato Read more…

Finisce Vinum ad Alba, trionfo del vino e del cibo

6 maggio 2010

Si è conclusa domenica la kermesse di Alba dedicata al vino,  che si è snodata dal 17 aprile al 2 maggio lungo gli ultimi tre weekend.

Vinum 2010 ad Alba, dal 17 Aprile al 2 Maggio

Vinum è terminato da pochi giorni ed è tempo di bilanci e di impressioni, anche se  è ancora troppo presto per conoscere i numeri definitivi della 34esima edizione.

Mi sembra che il Piemonte abbia colto anche in questa edizione  l’occasione per mostrare i vini di Langhe & Roero ed i prodotti locali migliori, per mettere in relazione i produttori con gli appassionati ed i consumatori, per dare la possibilità a queste due realtà a volte ancora troppo lontane di sperimentarsi e di scoprirsi a vicenda. Direi che basterebbe già questo per dire che il risultato è stato buono. Ma c’è di più.

Mi è piaciuto vedere i Palavinum affollati di giovani ed appassionati, simbolo dello spirito che ho trovato un po’ ovunque nei luoghi della manifestazione. L’amicizia, la serenità, la convivialità sono valori importanti per manifestazioni di questo tipo, di cui il Piemonte si sta mostrando sempre più ricco. Con buona pace di chi a volte associa l’immagine dei giovani a quella di un branco senza capacità di equilibrio e moderazione nei consumi di alcolici. E invece ad Alba hanno annusato, assaggiato, scoperto vini e cibi, ascoltato sommelier e produttori raccontare le loro fatiche, credo anche imparato. Mi pare Read more…

Da domani ad Alba tre Palavinum per tre weekend di Vinum e gusto

16 aprile 2010
di wineup

Apre i battenti domani ad Alba la 34esima edizione di Vinum, una delle più importanti manifestazioni in Italia dedicate ai consumatori di vino&gusto, oltre che una bella occasione per scoprire  itinerari dedicati al turismo enogastronomico in Piemonte. Tre weekend consecutivi di eventi, degustazioni, incontri, visite guidate, musica, mostre, per un Vinum che si arricchisce di novità.

Vinum ad Alba dal 17 Aprile al 2 Maggio

La 34esima edizione di Vinum, che si terrà ad Alba nei weekend del 17-18  e 24-25 aprile e 1-2 maggio 2010 si presenta con alcune novità importanti, eventi e degustazioni davvero degni di nota, di cui è possibile consultare il programma completo qui.

Per la prima volta la manifestazione lascia le vie e le piazze del centro  cittadino e si snoda in tre strutture dedicate, definite Palavinum.

All’interno del Palavinum 1 verrà allestita la Grande enoteca di Langhe e Roero, dove si potranno degustare ed acquistare i vini del territorio.

Palavinum 2 è dedicato agli Appuntamenti golosi, dove il vino incontra i cibi del territorio e le eccellenze gastronomiche piemontesi.

Palavinum 3, dulcis in fundo, ospita le Grandi degustazioni del Piemonte, tra cui spiccano quelle dedicate al Barolo 1999 (sabato 17 aprile, ore 18), al Barbaresco 1997 (domenica 18 ore 15,30 sabato 1° maggio, ore 18) ed al Barbaresco di Neive (domenica 18 aprile, ore 15,30), alle bollicine piemontesi in Piemonte Perlage, al Gattinara e Nebbiolo del Nord Piemonte, oltre ad un tributo alla Barbera, di questi tempi Read more…

Gibbston: continuando la master class in pinot noir.

21 febbraio 2010

Dopo il tour tra le attrattive di Queenstown è ora tempo di entrare nel vivo e iniziare a visitare le Wineries.  Partiamo dall’area di Gibbston, situata tra la città e Bannockburn, in cui le case vinicole si susseguono a entrambi i lati della Gibbston Highway.

Il logo Peregrine

Amisfield, in una cornice austera dall’esterno quanto calorosa e accogliente all’interno, offre un pannello in cui la pulizia e la limpidezza dei bianchi va a braccetto con la morbidezza del loro pinot noir La cellar door, dai muri in pietra, al cui centro troneggia un grande caminetto, farebbe pensare a uno chalet o una baita di lusso delle nostre valli. Quì però si parla inglese e non occitano o piemontese.  Fuori dal finestrone a muro la luce del primo pomeriggio si riflette sulle cime ancora innevate e rimbalza sulle fronde degli alberoni che circondano le rive del lago Hayes.

Passando oltre Chard Farm, di cui si è già parlato nel post precedente, troviamo Gibbston Valley, un altro dei grandi nomi della zona e forse il marchio pioniere per eccellenza.  Con un ristorante da 40000 pasti all’anno, due tour della winery al giorno e una  vastissima scelta di souvenir nella cellar door, Gibbston Valley è una delle mete enologiche più ambite della regione.  La scelta dei vini è più che generosa.  Belle le etichette della collezione Expressionist series, rilasciate di recente dal winemaker Christopher Keys.  Il 2000 Reserve pinot noir (firmato Grant Taylor) fu nominato Read more…

Un brindisi alle Olimpiadi di Vancouver

15 febbraio 2010

Un brindisi italiano (ed in particolare piemontese) per i giochi olimpici di Vancouver.

Si sono aperte a Vancouver le XXI Olimpiadi invernali, e chi ha vissuto l’edizione tenutasi nel 2006 a Torino, non può che provare un pizzico di nostalgia per lo speciale clima di gioia e di festa che coinvolge una città olimpica.

Torino Olimpica

E allora si cerca in cantina una bottiglia di un “vino delle Olimpiadi”, la Barbera d’Alba di Fontanafredda, fornitore ufficiale di Torino 2006, perfetta dopo un invecchiamento di quattro anni.

Alcune bottiglie di Fontanafredda

Un brindisi ai giochi olimpici e a tutti coloro che vi gareggiano e se ne occupano… sapendo che come per tutte le grandi manifestazioni le Olimpiadi saranno un insieme di cose belle ma anche tristi, di vittorie e disfatte, occasione per molti discutibili compromessi ed insieme di grande creatività.

English version

It’s time for XXI Olimpic Games! Who lived directly the experience of the Olympic in 2006 Turin edition feels a pinch of nostalgia for the special atmosphere of joy and celebration that involves an Olympic city.

A toast to the Olympics of Vancouver, with a bottle of Barbera by Fontanafredda, official supplier for the Olympics in Turin, perfect after four years of aging.

Sarà a Vienna la European Wine Blogger’s Conference 2010

8 febbraio 2010

Si terrà in Austria, a Vienna, la European Wine Blogger’s  Conference 2010. E in Italia qualcuno si rattrista per la mancata occasione…

EWBC European wine Blogger's Conference 2010

Dopo qualche giorno di suspense è arrivata nel pomeriggio di oggi la notizia: la terza edizione della European Wine Blogger’s Conference (EWBC) si terrà a Vienna, in Austria, dal 22 al 24 Ottobre 2010.

Dopo aver toccato le sedi di Logroño, Spagna, nel 2008 e Lisbona, Portogallo, nel 2009, l’ EWBC si configura come uno dei principali eventi internazionali dedicato a blogger, giornalisti e protagonisti della wine community. La scorsa edizione ha registrato la partecipazione di 120 bloggers ed interpreti del settore vitivinicolo provenienti da 14 paesi europei, con un trend di crescita che ha visto triplicare le presenze rispetto all’ anno precedente.

L’ interesse per l’evento è grande anche in Italia e la blogosfera ha già espresso in più sedi il desiderio di vedere il nostro paese impegnato nell’organizzazione di una Wine Blogger’s Conference, ma senza esito.

Forse varrebbe la pena darsi da fare fin d’ora per la prossima edizione!

Francesco Zonin lancia My Feudo, il primo vino “open source”

29 gennaio 2010

Francesco Zonin ha lanciato da pochi giorni il nuovo progetto My Feudo, veicolato attraverso le pagine del suo blog Wine is love.

Francesco Zonin ha presentato sul suo blog il nuovo progetto MyFeudo

E’ in fase di lancio proprio in questi giorni MyFeudo, il primo progetto di vino open source della tenuta Feudo Principi di Butera, azienda siciliana di proprietà della famiglia Zonin dal 1997.

Francesco Zonin ha annunciato l’evento al pubblico di professionisti, blogger ed appassionati con un “cinguettio” sulla sua pagina di Twitter ed attraverso il suo blog, Wine is love.

MyFeudo, realizzato in collaborazione con l’agenzia milanese Hagakure, si snoda in più fasi e si concluderà a Verona con una degustazione cieca tra azienda e partecipanti, in occasione di Vinitaly 2010.

I tratti salienti dell’iniziativa, disponibili sul blog dedicato, sono circolati rapidamente nella blogosfera, suscitando fin dai primi momenti enorme curiosità. Altresì non è mancata – come spesso accade – qualche critica.

Nel frattempo si sono svolte le prime fasi preliminari. Svelati un po’ per volta i nomi dei tredici partecipanti – tra cui figurano blogger, ristoratori, sommelier, enotecari ed un editore (chi mi conosce sa che per la sua rivista ho un debole…) – da ieri MyFeudo è entrato nel vivo, con la spedizione dei campioni ai protagonisti, ora chiamati a realizzare un proprio blend.

Mi pare molto interessante la volontà di un brand importante ed affermato nel panorama vitivinicolo italiano  – come è Zonin – di aprirsi al confronto con il pubblico e gli addetti ai lavori, ed ascoltare anche opinioni e gusti dei consumatori.

Sono molto curiosa di seguire le prossime puntate!

Vino e tennis: Jacob’s Creek sponsor dell’Australian Open di Melbourne

24 gennaio 2010

E’ piena estate quaggiù in Australia. A Melbourne la sera, rientrando a casa, si vedono quà e là gruppi di ragazzi che nelle aiuole o nei parchi giocano a cricket, a footy (il football australiano) o a freesbie. C’è chi è già partito per le vacanze al caldo, in Queensland. Altri si preparano per una settimana di sci in Giappone o negli USA.

Jacob's Creek sponsor degli Open Australia di tennis

Per chi come me è amante del tennis questi sono giorni intensi con l’Australia Open che ha appena preso il via. Djokovic, Federer, Nadal, la Williams e tutti gli altri a giocarsi il titolo nell’estate australiana.
Sarà magari capitato a chi guarda le partite in televisione di scorgere sullo sfondo, tra gli altri cartelloni pubblicitari di Kia motors, Rolex e ANZ, la scritta Jacob’s Creek. Questo nome portebbe non dire molto a un pubblico italiano, ma di sicuro sono pochi gli Aussies che non lo conoscono. E’ infatti uno dei più grandi brand del vino in Australia.

Le radici di questa winery affondano fino al lontano 1847 quando Johann Gramp, un immigrato bavarese, piantò le prime viti, provenienti dalla Germania, intorno alle sponde di un fiumiciattolo poche miglia a nord di Adelaide, il Jacob’s Creek appunto. Un secolo e mezzo più tardi questo sarebbe diventato il cuore pulsante della celeberrima Barossa Valley.
Oggi questo marchio esporta in oltre cinquanta paesi e ha appena firmato un contratto di sponsorship che lo lega all’Australian Open per altri tre anni in un operazione da più di 5 milioni di dollari.

La casa vinicola ha organizzato un concorso in cui sono stati assegnati due biglietti per la finale del torneo. I concorrenti, il 13 di Gennaio, si sono giocati il premio su un campo da tennis galleggiante costruito per l’occasione sullo Yarra River, tra il centro città e South Bank.
Jacob’s Creek è inoltre presente all’interno dell’Open Ground con varie strutture, in particolare il Jacob’s Creek Wine Bar sul Grand Slam Oval e la Jacob’s Creek Open House.
La partecipazione all’evento è peraltro coincisa con il lancio dei nuovi Sparkling Moscato Rosé e White. Read more…

Vino e blog: l’opinione di Robert M. Parker Jr.

13 gennaio 2010

Vino e tecnologia, tradizione ed innovazione: mai come nel vino l’unione ha le potenzialità per fare la differenza. L’invito di Robert M. Parker Jr. al blogging responsabile e ad una  maggiore comunicazione tra produttori e consumatori.

Robert M. Parker Jr

I blog del wine and food sono entrati a far parte della quotidianità da molto tempo ormai; il loro numero è impossibile da quantificare, oltre che in continuo incremento a ritmo esponenziale, anche grazie alla disponibilità di piattaforme gratuite.

I miei gusti personali mi fanno prediligere la scelta di chi scrive con consapevolezza ma senza prendersi troppo sul serio. Non amo l’utilizzo degli strumenti web 2.0 per il chit chat, mi piace leggere e trovare contenuti, qualcosa di nuovo da conoscere e scoprire. Per rispetto del tempo di chi legge, oltre che di quello di chi scrive.

Ho trovato molto interessante l’intervista del famoso blog iberico  Catavino a Mr. Robert M. Parker Jr. – definito the most powerful voice in the wine world – sulla funzione dei blog per il settore vitivinicolo e sull’importanza della comunicazione diretta con il consumatore.

Il blog iberico Catavino

Robert Parker, che ha incominciato la sua carriera come appassionato di vini ed ha imparato molto dall’esperienza diretta sul campo  – per questo è da alcuni considerato in un certo senso il primo blogger del vino – ha fatto un preciso richiamo all’etica ed al giornalismo responsabile come primo impegno di ogni blogger. “Un buon blog deve poter contare su scrittori coscienziosi, che fanno ricerche e testimoniano opinioni dopo essersi informati” afferma Robert Parker. “Le persone vogliono commenti personali, ma anche equità, equilibrio ed informazioni accurate“.

Robert Parker ha poi messo in luce la necessità per le aziende produttrici di vino di migliorare l’interattività e la comunicazione diretta con i consumatori, invitandole  a raccogliere informazioni utili e feedback direttamente dal pubblico.

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Queenstown, incredible wine and fun!

6 gennaio 2010

Se con la Valli winery si sono superate fin dall’inizio tutte le aspettative, numerose sono le  aziende vinicole neozelandesi di ottimo livello, alcune delle quali dispongono di cellar door, altre invece accessibili solo su appuntamento. Gibbston, Cromwell, Bannockburn e Alexandra sono le aree su cui si estendono i vigneti del Central Otago, nel raggio di una cinquantina di chilometri. Ma c’è molto di più, Queensland dimostra infatti di essere una piccola Wonderland, con attrazioni e divertimenti per tutti i gusti.

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Chad Farm

Partendo da Gibbston, appena fuori Queenstown, incredibilmente pittoresca si apre la location della Chard Farm, a ridosso di una gola a picco sul Kawarau River. Domina il paesaggio il blu turchese che tutti i laghi e i corsi d’acqua sembrano avere da queste parti. L’altura è circondata da crinali letteralmente ricoperti di timo selvatico, il cui aroma riempie le narici ad ogni folata di vento.

A poco più di un chilometro di distanza ci fermiamo per dare un’occhiata al ponte dove trent’anni fa, dall’estro di AJ Hackett, nacque il Bungee jumping. Oggi questo è il nome di una compagnia che gestisce una grande fetta del fiorentissimo mercato locale di adrenalina. Viene offerta una molteplice scelta di bungee culminante  in un salto terrificante dall’altezza di 134 metri, a lungo e fino a data recente il più alto al mondo. Non meno famosa la Canyon Swing che consiste nel lasciarsi cadere nel vuoto da una piattaforma posta a un’altezza di più di cento metri. Il salto termina con una lunghissima oscillazione  oltre il canyon a velocità prossime ai 150 chilometri all’ora dopo essere precipitati in caduta libera per sessanta metri. Credo di aver perso 10 anni di vita ma ne è valsa la pena. Se siete da queste parti provatelo!

Non è questa l’unica attrazione dell’area e non mancano alternative di intrattenimento meno radicali. In estate le montagne offrono illimitate alternative dal trekking alle gite in mountain bike, Read more…

Vinisud a Montpellier, vetrina internazionale per i vini del Mediterraneo

6 gennaio 2010

Si svolgerà dal 22 al 24 febbraio 2010 a Montpellier, in Francia, Vinisud, Le Salon international des Vins et Spiritueux Méditerranéens.

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Gli stand di Vinisud

Il Salone, quest’anno alla sua nona edizione, presenterà ad operatori e visitatori internazionali la produzione vitivinicola dell’area del Mediterraneo, che  da sola rappresenta più del 50% della produzione mondiale.

La scorsa edizione di Vinisud ha accolto 33.000 visitatori e più di 1.650 espositori, provenienti dalla Francia – in particolare dalle zone di Languedoc, Roussillon, Provence, Vallée du Rhône, Sud Ouest, Corsica – e da alcuni paesi esteri, tra cui Spagna, Italia, Portogallo, Tunisia, Turchia, Marocco, Algeria, Grecia, Israele, Croazia.

L’edizione 2010, con un programma ricco di iniziative, conferenze e degustazioni, si preannuncia all’altezza delle aspettative: l’87% delle aziende aderenti alla precedente edizione ha scelto di rinnovare la propria fiducia al salone anche per quest’anno, ed il 13% degli espositori di Vinisud 2010 parteciperanno per la prima volta, attratti dalla capacità della rassegna di catalizzare l’attenzione del pubblico specializzato.

L’Italia è il secondo Paese estero, dopo la Spagna, per numero di espositori a Vinisud. Tradizionalmente presente con aziende delle regioni vitivinicole Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, quest’anno vedrà per la prima volta la partecipazione anche dei  produttori della Basilicata.

English version

Vinisud, The International Exhibition of Mediterranean Wine and Spirits, will be held in Montpellier from 22nd to 24th of February 2010.

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